Abbiamo visto recentemente come gestire una fibrillazione atriale in una paziente in gravidanza o quale atteggiamento adottare di fronte a un paziente stabile ma come comportarci di fronte in una situazione di grande instabilità, di fronte a un paziente molto avanti con gli anni che sembra debba morire da un momento all'altro? Possiamo applicare gli stessi algoritmi che utilizziamo nel paziente adulto stabile?
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venerdì 30 novembre 2012
mercoledì 28 novembre 2012
Trauma cardiaco chiuso : linee guida EAST
La diagnosi di un trauma cardiaco chiuso non sempre è agevole.Diverso può essere il nostro atteggiamento riguardo a come arrivare alla diagnosi, quali strumenti utilizzare e in quale momento. E' indubbio poi che non vi sia una uniformità di comportamenti, anche a seconda delle risorse disponibili. Un tentativo di dare un indirizzo al "cosa fare" viene dalle recente pubblicazione delle linee guida EAST ( The Eastern Association for Surgery of Trauma) su Journal of Acute Care Surgery and Trauma
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lunedì 26 novembre 2012
Secondo me è settico...
Mario ha 80 anni e vive in una casa di riposo. Dal mattino ha iniziato ad avere febbre con brivido e malessere generale per cui è stato inviato in pronto soccorso. Al suo arrivo, la pressione è 100/60, la temperatura corporea 38,3°C e la saturazione 90%.la frequenza cardiaca 90 min e quella respiratoria 20. La cute e le mucose disidratate. "Non mi piace,secondo me è settico" dice l'infermiera che lo ha accettato in triage, "lo metto in area rossa..." E' sufficiente l'impressione clinica per iniziare un trattamento aggressivo di un paziente come questo o è meglio aspettare gli esami di laboratorio per vedere se vengano rispettati i criteri diagnostici di una SIRS?
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venerdì 23 novembre 2012
Un paziente da ventilare...
Franco è un uomo di 70 anni, ha una lunga storia di BPCO enfisematosa e un pregresso ricovero in cardiologia per cardiopatia ischemica, la coronarografia peraltro non aveva documentato lesioni critiche. Da alcuni giorni la dispnea è peggiorata e in mattinata è diventata insopportabile. Non è presente febbre, dolore toracico , aumento del volume dell'espettorato o modificazione delle sue caratteristiche. Il paziente però è in fatica respiratoria e la sua saturazione in aria ambiente non arriva al 60%.
mercoledì 21 novembre 2012
Eco e prognosi nell' arresto cardiaco
Questo lo scenario: il paziente arriva in triage è sudato pallido sofferente, lamenta un intenso dolore toracico. Viene barellato e trasportato in area rossa, esegue l'ECG e vengono presi due accessi venosi. Il tracciato dimostra uno STEMI anteriore,e di li a poco vai n FV. Vengono immediatamente iniziate le manovre rianimatorie secondo protocollo ACLS. Il paziente non sembra però rispondere. Ormai è passata più di mezzora è il paziente è in asistolia. Il team leader sentenzia "prendi l'eco cosi vediamo se dobbiamo interrompere la rianimazione..." E' corretto questo modo di procedere?
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lunedì 19 novembre 2012
To think different...
E' indiscusso che nel nostro lavoro di tutti i giorni siamo spesso sotto pressione, preoccupati di poter commettere degli errori e per questo, inutile negarlo, abbondiamo con gli esami nella illusoria speranza che nella malaugurata occasione ci venisse chiesto di rendere conto del nostro operato potremmo rispondere" Ho fatto tutto quello che potevo". Ma è questa la strada giusta o e ora di iniziare a pensare diversamente?
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venerdì 16 novembre 2012
Fibrillazione atriale e gravidanza
Come medici e infermieri che operano in urgenza dobbiamo avere un bagaglio di conoscenze molto vasto. A volte però ci può capitare di trovarci in difficoltà quando incontriamo patologie non comuni oppure patologie comuni in categorie di pazienti selezionate. Come si intuisce dal titolo oggi voglio parlare della gestione in urgenza di una donna in stato di gravidanza con un episodio di fibrillazione atriale insorto da meno di 48 ore.
mercoledì 14 novembre 2012
Ti devo transferire una paziente...
E' l'una di notte e i pazienti in attesa sono ancora tanti, troppi. Squilla il telefono, all'altro capo del filo un collega di un altro ospedale. La voce è incerta di chi è imbarazzato. " Dovrei trasferirti una paziente per una valutazione dal chirurgo vascolare, il caso è piuttosto complesso..." Mi irrigidisco un po' " penso che sia meglio che tu parli direttamente con lo specialista, è dentro e sta operando..." taglio corto.Chi ci procura del lavoro in più non è mai visto di buon occhio.
lunedì 12 novembre 2012
Calcio e arresto cardiaco.
Ormai molto, molto tempo fa, durante le manovre di rianimazione cardiopolmonare una collega intensivista ad un certo punto disse: "facciamo una fiala di calcio."Stupito , il calcio anche allora non era previsto da nessun protocollo ALS, non ebbi il coraggio di oppormi in quanto la situazione sembrava disperata Di lì a poco il paziente riacquisto il polso.
venerdì 9 novembre 2012
Il peso dell'umanità
E' sera. Enrico, l'infermiere al triage entra bruscamente nella sala di visita. Devi vedere subito una paziente. E' appena arrivata in ambulanza e dalle 20.45 lamenta impaccio nella parola, parestesie al braccio sinistro e mi sembra abbia una deviazione della rima buccale. Guardo l'ora: sono le 23.30. Mugugnando tra me e me mi avvicino alla paziente.
mercoledì 7 novembre 2012
Cocaina, dolore toracico e beta bloccanti
Sono le 3 del mattino e squilla il telefono nella sala visita. " Ho messo un paziente in area rossa. E' un uomo di 30 anni, ha dolore toracico ed è tachicardico; dice di aver preso della cocaina". Con queste parole l'infermiere del triage ci annunciava il nostro prossimo paziente.Cominciamo a visitarlo,è agitato e sudato; la pressione arteriosa elevata 180/110 e il tracciato documenta una tachicardia sinusale. Con fare distratto chiedo allo specializzando:" Quale farmaco non dobbiamo mai usare in una situazione come questa?".
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lunedì 5 novembre 2012
Liquidi e colica renale
"... e mi raccomando beva molta acqua...". Quante volte abbiamo detto questa frase ai nostri pazienti visitati in pronto soccorso per una colica renale al momento della dimissione, con l'idea che questo comportamento potesse favorire l'espulsione dell'eventuale calcolo. Questo modo di pensare e di consigliare è però veramente suffragato da evidenze scientifiche o rientra tra le tante cose che facciamo perché in fondo abbiamo sempre fatto cosi e i nostri maestri, prima di noi, han fatto allo stesso modo?
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venerdì 2 novembre 2012
Fibrillazione atriale: quando cardiovertire
Piero è un uomo di 61 anni . Circa 1 anno fa è stato sottoposto ad un intervento di plastica mitralica a causa di un'insufficienza mitralica severa conseguente a prolasso valvolare..Nel postoperatorio ha avuto un episodio un episodio di fibrillazione atriale che è stato trattato con successo con amiodarone. che il paziente ha continuato ad assumere per 3 mesi dopo l'intervento. Negli ultimi mesi però gli episodi di cardiopalmo si sono manifestati più o meno regolarmente ed è a causa di uno di questi che si è presentato in pronto soccorso.
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